Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore

InnovaWelfare: Tecnologia e Terzo Settore per ripensare il welfare

Cambiamenti demografici e nuove fragilità stanno ridisegnando il welfare: aumentano i bisogni mentre diminuiscono risorse e capacità di risposta. Parte un nuovo bando da 2,5 milioni di euro per sostenere l’innovazione nei servizi.

Dalla ricerca dell’Università di Bergamo emerge il ruolo fondamentale del Terzo Settore in questo ambito.

Azzone: il Terzo Settore ha un ruolo fondamentale nell’innovazione e nella gestione di servizi di welfare. Lo sarà sempre di più in futuro

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Si è tenuto oggi l’evento dedicato a InnovaWelfare, il programma promosso da Fondazione Cariplo, insieme a Cariplo Factory e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, per sostenere l’innovazione tecnologica nei servizi di welfare, che ha riunito enti del Terzo Settore, innovatori, ricercatori e operatori per confrontarsi sulle trasformazioni in atto e sulle nuove sfide del sistema.

Al centro dell’incontro, il bisogno sempre più evidente di ripensare e rafforzare i servizi di welfare di fronte a cambiamenti profondi. L’invecchiamento della popolazione, il calo delle nascite e l’emergere di nuove fragilità stanno mettendo sotto pressione il sistema, aumentando i bisogni e le richieste di assistenza proprio mentre si riducono risorse e competenze disponibili.

Nel 2025 le nascite sono state circa 355.000, mentre gli over 65 hanno superato i 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione. A queste dinamiche si aggiungono la difficoltà nel reperire professionisti della cura e l’aumento di bisogni complessi, in particolare legati alla salute mentale e alla solitudine.

Dalle testimonianze alla ricerca

La giornata ha alternato momenti di racconto e approfondimento, con spazio alle esperienze sostenute dal programma.

Tra queste, Stripes ha portato il progetto ZioCare, tuttora in corso, un sistema che utilizza dispositivi indossabili e una rete wireless a basso consumo per monitorare anche in aree isolate e fuori dal domicilio le condizioni degli anziani, mettendo in connessione dati, operatori e caregiver.

L’impresa sociale Medici in Famiglia ha raccontato l’impiego di una piattaforma basata su intelligenza artificiale per lo screening precoce dei disturbi dell’apprendimento, utilizzata nelle scuole per individuare segnali di fragilità e attivare interventi mirati. Il progetto ha coinvolto 588 bambini in 5 istituti, con un percorso di potenziamento avviato su 101 minori; indirettamente, circa 900 genitori e 80 insegnanti sono stati coinvolti.

Informatici Senza Frontiere lavora su modelli di abitare assistito che integra sensori e soluzioni di domotica per aumentare autonomia e sicurezza delle persone con disabilità nelle loro case. Con il progetto SALSA sono stati coinvolti 125 adulti con disabilità.

La Cooperativa Arcoiris ha invece sviluppato un servizio di monitoraggio domiciliare per anziani basato su sensori e algoritmi che analizzano i comportamenti e segnalano situazioni di rischio, supportando concretamente i caregiver. Sono state seguite 20 coppie anziano-caregiver, con installazioni in 20 contesti e un’estensione della sperimentazione a 4 beneficiari in appartamenti protetti.

Quale ruolo per il Terzo Settore? Una ricerca dell’Università di Bergamo lo spiega

A fornire il quadro complessivo è stata la ricerca dell’Università degli Studi di Bergamo, che ha rilevato come l’innovazione nei servizi di welfare sia già in corso e si fondi sempre più sull’integrazione tra tecnologie digitali, relazioni di cura e contesti di vita quotidiana. In questo scenario, il ruolo del terzo settore in generale e dei diversi attori in particolare – operatori, famiglie e reti di supporto – emerge come determinante per trasformare il potenziale tecnologico in impatti concreti per le persone più fragili.

La ricerca ha analizzato 200 soluzioni tecnologiche applicate al welfare a livello nazionale e internazionale. I dati mostrano una trasformazione già in corso: oltre il 40% delle soluzioni è sviluppato in ambito domiciliare e si concentra su anziani (25%) e giovani (24%). Le tecnologie sono utilizzate soprattutto per rispondere a bisogni di autonomia (32%), salute (29%) e relazione (21%), ma il loro impatto dipende dalla capacità di integrarle nei servizi.

Non a caso, nel 36% dei progetti il fattore determinante è rappresentato dagli operatori, seguiti da famiglie (30%) e caregiver (21%). La tecnologia, quindi, non sostituisce la relazione, ma la rafforza.

Il ruolo di InnovaWelfare

In questo scenario si inserisce InnovaWelfare, un progetto promosso dal 2023 da Fondazione Cariplo, con il supporto di Cariplo Factory e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore per accompagnare gli enti non profit nella sperimentazione di soluzioni tecnologiche.

Nelle prime due edizioni, il bando ha raccolto 75 candidature e sostenuto 17 progetti, con circa 3 milioni di euro di contributi, affiancati da percorsi di rafforzamento progettuale.

Il nuovo bando: 2,5 milioni per l’innovazione

La nuova edizione del bando InnovaWelfare mette a disposizione 2,5 milioni di euro per sostenere l’innovazione nei servizi di welfare, in un contesto segnato da profonde trasformazioni demografiche e sociali. L’obiettivo è accompagnare il Terzo Settore nella sperimentazione e nell’adozione di soluzioni tecnologiche in grado di migliorare la qualità, l’accessibilità e l’efficacia dei servizi, favorendo allo stesso tempo la nascita di nuovi modelli di intervento. Il bando punta in particolare a facilitare l’incontro tra enti non profit e soggetti che sviluppano tecnologie, promuovendo collaborazioni capaci di generare risposte più innovative, replicabili e sostenibili ai bisogni emergenti

“Il sistema di welfare sta attraversando una fase di profonda trasformazione, in cui cresce la domanda di servizi e si riduce la disponibilità di risorse e mancano competenze specifiche per far fonte ai problemi di oggi e di domani”, afferma Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo – “Le esperienze che abbiamo sostenuto e che sosterremo con InnovaWelfare dimostrano che la tecnologia può essere una leva importante, ma solo se integrata nei servizi e accompagnata da affiancamento agli enti di Terzo Settore e sul miglioramento delle competenze degli operatori. Si tratta di un passaggio necessario per rendere l’innovazione più accessibile, più efficace e più diffusa. L’obiettivo non è introdurre tecnologia, ma contribuire a rendere i servizi di welfare più sostenibili e più vicini alle persone. Come rileva la ricerca dell’Università di Bergamo, il Terzo Settore ha un ruolo fondamentale nell’innovazione e nella gestione di servizi di welfare. Lo sarà sempre di più in futuro. Non può farlo da solo, non può reggere questo peso. Occorre lavorare insieme allo Stato e agli enti pubblici locali”.