Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore

Enti non profit in Lombardia, tra rafforzamento patrimoniale e fragilità nella trasformazione digitale

La quarta rilevazione dell’indagine Mille Voci per Comprendere, promossa da Fondazione Cariplo e realizzata dall’Evaluation Lab della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore evidenzia alcuni dati interessanti. Dal 2020 al 2024 aumenta il valore medio dei proventi (+14%); nel 2024, rispetto all’anno precedente si registra un aumento delle risorse retribuite (+26%). La trasformazione digitale rimane uno dei punti deboli del settore: il 42% degli enti partecipanti dichiara di non avere una strategia digitale.

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Dopo il successo delle prime quattro edizioni, Fondazione Cariplo annuncia l’avvio della quinta rilevazione del progetto Mille Voci per Comprendere, un’iniziativa di ascolto, ricerca e monitoraggio dedicata agli Enti del Terzo Settore (ETS) attivi sul territorio lombardo.

L’indagine è condotta dall’Evaluation Lab della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, con l’obiettivo di raccogliere dati affidabili, misurare l’evoluzione del settore e offrire strumenti concreti di analisi, confronto e rafforzamento organizzativo. Il progetto nasce nel 2021 per rispondere alla crescente esigenza di comprendere come le organizzazioni non profit affrontano le trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche, e per valorizzare il loro ruolo strategico all’interno delle comunità.

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Gli esiti dell’ultima edizione

  • La Quarta rilevazione, svolta tra giugno 2025 e ottobre 2025, restituisce l’immagine di un settore che, pur muovendosi in un contesto economico ancora complesso, mostra segnali di consolidamento. Dopo gli shock del post-pandemia e un 2023 segnato da inflazione elevata e costi operativi in aumento, nel 2024 gli enti rispondenti evidenziano una capacità crescente di tenuta.
  • Tra il 2020 e il 2024 si è consolidata la quota di organizzazioni che chiudono il bilancio in attivo, arrivando a superare i due terzi del campione. Parallelamente, si riduce la percentuale di enti in disavanzo, che scende a meno di uno su quattro, segnando un progressivo riequilibrio economico in un contesto che resta sfidante. Nel 2024 gli enti in avanzo hanno registrato un utile medio di circa 56.000 euro, mentre quelli in disavanzo hanno riportato una perdita media intorno ai 100.000 euro. Nonostante il permanere di pressioni sui costi, il settore mostra una gestione complessivamente resiliente: tra il 2020 e il 2024 il valore medio dei proventi è cresciuto del 14%, attestandosi a poco più di un milione in media nel 2024.
  • Anche la dinamica delle risorse umane evidenzia un’accelerazione. Dopo due anni di sostanziale stabilità, il numero medio di persone retribuite cresce nel 2023 fino a raggiungere una media di 44 unità per organizzazione nel 2024, pari a un aumento del 26% rispetto all’anno precedente. Il volontariato registra un cambio di passo: dopo la flessione del 2023, nel 2024 torna a crescere di cinque volontari stabili in media. Circa il 17% dei dipendenti, il 27% dei collaboratori e il 23% dei volontari sono nuovi ingressi del 2024, una ripresa che si traduce in una presenza più costante e in una maggiore capacità di presidiare servizi e prestazioni.
  • Accanto ai segnali di rafforzamento, la rilevazione mette in luce anche alcune aree di fragilità. La trasformazione digitale rimane uno dei punti deboli del settore: il 42% degli enti partecipanti dichiara di non avere una strategia digitale, segno di un percorso ancora incompleto sia sul fronte degli strumenti sia su quello delle competenze. Tra gli enti che invece hanno definito una strategia, il 51% ha investito in nuove soluzioni tecnologiche e il 25% ha attivato corsi di formazione dedicati. In questi casi, la formazione digitale ha comportato in media otto ore pro capite per i lavoratori e diciassette per i volontari, un impegno che testimonia la volontà di rafforzare le competenze interne e rendere più efficace l’adozione degli strumenti digitali. Nel complesso, la digitalizzazione rappresenta quindi ancora una leva potenziale più che una pratica consolidata.
  • Un’altra criticità riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni. Solo il 16% dei volontari con attività sistematica ha meno di 29 anni, e, in quattro enti su dieci, non sono presenti under 35 negli organi decisionali. Il dato evidenzia una difficoltà strutturale nel rinnovamento generazionale, con il rischio di un indebolimento della capacità di innovazione e di lettura dei bisogni emergenti.
  • Più dinamico appare invece il fronte dello sviluppo organizzativo. Nel 2024 il 78% degli enti ha coinvolto lavoratori e volontari in attività di formazione e l’88% prevede di investire ulteriormente nei prossimi anni. Le priorità formative si differenziano in base alle risorse coinvolte: per i lavoratori prevalgono la formazione tecnico operativa e le competenze di gestione degli interventi e dei progetti; per i volontari risultano centrali le competenze relazionali e gli strumenti per la raccolta fondi. Questa forte attenzione alla formazione conferma la volontà degli enti di rafforzare le proprie capacità interne e di rispondere con maggiore efficacia alle esigenze dei territori.

L’avvio della quinta edizione

A partire dal 29 aprile, oltre 1.100 enti già aderenti al panel saranno invitati a partecipare alla nuova rilevazione. L’indagine è aperta anche a tutti gli ETS che non hanno preso parte alle edizioni precedenti e che desiderano contribuire alla costruzione di un quadro condiviso sullo stato di salute del settore.

Per aderire all’indagine, compilare il form online al seguente link: https://it.surveymonkey.com/r/VMB6ML2

Il nuovo questionario indagherà diversi aspetti dell’evoluzione organizzativa: non solo le dimensioni economiche e occupazionali, ma anche modalità di finanziamento, progettazione, collaborazione e digitalizzazione. Verrà inoltre dedicato spazio agli scenari e le strategie per il futuro.

Con questa nuova edizione, Fondazione Cariplo conferma il proprio ruolo nel sostenere la vitalità e la trasformazione del mondo non profit, offrendo strumenti di conoscenza utili non solo alla programmazione interna degli enti, ma anche al dialogo con le istituzioni e la comunità. In un tempo segnato da sfide complesse e continue transizioni, conoscere il presente è il primo passo per costruire il futuro.

Se vuoi aderire alla prossima edizione CLICCA QUI (entro il 31 maggio 2026).