Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore

Search Fund, a quota 492 (+54% rispetto al 2023): in Italia, l’impegno di GDA Search

La holding costituita da GDA Invest – veicolo d’investimento promosso e partecipato da Fondazione Cariplo e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore – per sostenere iniziative che permettano di contrastare la fuga di talenti dall’Italia e per accompagnare le imprese nel passaggio generazionale ha deliberato 13 operazioni nei primi 9 mesi dell’anno a favore dei searcher: giovani professionisti che rilevano e guidano PMI in cerca di investitori e manager in grado di garantirne la continuità aziendale.

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Sotto la spinta di un mercato in espansione, come emerge dal Rapporto 2026 IESE Business School, e con l’obiettivo di sostenere l’attività di giovani e talentuosi professionisti italiani in grado di rilevare e guidare PMI lungo il passaggio generazionale. I Search Fund (o Entrepreneurship Through Acquisition – ETA) sono veicoli di investimento che permettono a un gruppo di investitori di sostenere un giovane imprenditore (il «searcher») nella ricerca, acquisizione e gestione di una PMI, spesso in fase di transizione generazionale.

GDA Search, costituita a dicembre 2025 da GDA Invest – veicolo d’investimento promosso e partecipato da Fondazione Cariplo e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore -, interviene nelle due fasi del modello del Search Fund: sostiene i searcher durante la ricerca e, una volta individuata la società target, partecipa al finanziamento dell’acquisizione.

A oggi, GDA Invest ha deliberato un impegno complessivo di 5 M€ nei search fund, per sostenere complessivamente circa 15 searcher sia nella fase di ricerca che in quella di investimento, ma con il piano, nei prossimi mesi, di incrementare sostanzialmente la dotazione a disposizione per lo strumento: ad oggi, la holding ha deliberato 13 investimenti (12 in searcher e 1 in una PMI).

Un mercato in forte accelerazione a livello globale | Rapporto IESE

L’Europa, secondo i dati del rapporto IESE, con 291 search fund rappresenta il 59,1% dei 492 search fund internazionali censiti nello studio (esclusi Stati Uniti e Canada): la Spagna risulta essere il principale mercato europeo, con 98 search fund, pari al 33,7% del totale, a cui segue il Regno Unito (17,9%). L’Italia si colloca al terzo posto, sebbene  i search fund lanciati nel nostro Paese  al 30 giugno 2026 salgono da 38 a 52 secondo la più recente ricerca dell’Osservatorio Search Fund del Politecnico di Milano: 30 sono in fase di ricerca, 15 hanno già completato un’acquisizione e 2 hanno realizzato un’exit, con un tasso di successo del 77%, in linea con il benchmark internazionale Il profilo dei searcher conferma il potenziale di “brain gain” del modello: età mediana di 34 anni e il 45% rientrato in Italia dopo un’esperienza di lavoro all’estero. Le aziende acquisite generano in media 11,2 milioni di euro di ricavi e 2,6 milioni di EBITDA. Il capitale dei search fund italiani proviene per il 52% da investitori istituzionali, ma solo per il 26% dall’Italia: un margine ancora ampio per gli investitori italiani (comunicato Osservatorio PoliMi).

A livello internazionale, secondo il Rapporto 2026 appena pubblicato da IESE Business School che analizza tutti i 492 search fund internazionali[1] censiti dal 1992 al 2025 – e costituiti al di fuori degli Stati Uniti e del Canada – il numero di nuovi search fund costituiti a livello internazionale ha raggiunto il massimo storico nel 2024, con 96 nuove iniziative. Parimenti nel 2025, contando 82 nuovi search fund costituiti (un dato che ha superato per la prima volta il numero di quelli avviati negli Stati Uniti e in Canada), 46 acquisizioni perfezionate e 16 disinvestimenti effettuati nel 2025.

Nel biennio 2024–2025 sono state registrate complessivamente 71 nuove acquisizioni, pari a un terzo delle 216 acquisizioni incluse nel campione internazionale. Analogamente, il significativo aumento del numero di disinvestimenti a partire dal 2022 indica una progressiva maturazione dei search fund come asset class a livello internazionale. Oltre la metà dei disinvestimenti con rendimento positivo rilevati nello studio si è verificata negli ultimi due anni.

Al 31 dicembre 2025, i search fund internazionali hanno generato un multiplo aggregato sul capitale investito (ROI) pari a 2,8× e un tasso interno di rendimento (IRR) del 30%, entrambi significativamente superiori rispetto ai valori riportati nello studio del 2024 (rispettivamente, da 2,0× a 2,8× e dal 18% al 30%). L’incremento dei rendimenti si accompagna a periodi di detenzione più lunghi delle imprese acquisite e a un’ondata di disinvestimenti, riconducibile in parte alla progressiva maturazione del mercato internazionale dei search fund.

Il primo anno di GDA Search

I dodici searcher a oggi selezionati provengono dalla consulenza strategica, dal private equity e dal management d’impresa, spesso con esperienze maturate all’estero. Il tredicesimo investimento riguarda invece l’acquisizione di una quota in una PMI italiana da parte di un search fund lanciato prima della nascita di GDA Search: un segnale della capacità della holding di intervenire lungo l’intero ciclo del modello, anche al fianco di percorsi già avviati.

GDA Search opera come investitore istituzionale, accanto agli altri operatori specializzati, con l’obiettivo di contribuire a rendere l’ecosistema italiano dei search fund più solido e accessibile. In tale prospettiva, e alla luce della fase particolarmente favorevole che il settore sta attraversando, GDA Invest sta progressivamente incrementando le risorse destinate a questa linea di investimento, così da sostenere in modo sempre più ampio e strutturato la crescita del mercato.

GDA Invest – Impatto atteso

La tesi d’impatto di GDA Search si sviluppa su due piani, con un evidente effetto moltiplicatore. Il primo riguarda le persone: offrire a giovani manager, spesso con esperienze internazionali, un percorso imprenditoriale che renda concreta la scelta di restare nel Paese o di rientrarvi, trasformando la mobilità dei talenti in un fattore di crescita per il tessuto produttivo italiano.

Secondo il Rapporto annuale ISTAT 2026, nel 2024 circa 25 mila giovani italiani laureati tra i 25 e i 34 anni si sono trasferiti all’estero, a fronte di poco più di 4 mila rientri, determinando una perdita netta di quasi 21 mila giovani altamente qualificati. Il fenomeno assume carattere strutturale: nel quinquennio 2019–2023, il saldo migratorio dei laureati italiani tra i 25 e i 39 anni è stato negativo per oltre 64 mila unità.

Il secondo riguarda le imprese: assicurare continuità a PMI solide che affrontano il passaggio generazionale, preservandone occupazione, competenze e radicamento nei territori. Secondo il Rapporto annuale ISTAT 2025, il 14,5% degli imprenditori ha più di 65 anni e il 30,2% delle imprese presenta criticità nel ricambio generazionale della forza lavoro, particolarmente concentrate nelle realtà di minori dimensioni. Il fenomeno è destinato ad accentuarsi: secondo l’Osservatorio AUB–Bocconi (2026), il 33,5% delle imprese familiari con fatturato superiore a 20 milioni di euro potrebbe affrontare un passaggio generazionale nel decennio 2025–2034.

A questi obiettivi se ne aggiunge un terzo, di medio periodo: con il consolidarsi del portafoglio, GDA Search intende orientare progressivamente i propri investimenti verso imprese attive in settori a forte vocazione sociale, ambientale e culturale, in coerenza con la missione di GDA Invest e dei suoi promotori.

“I risultati di questi primi mesi di attività confermano come i search fund possano rappresentare una risposta concreta per contrastare la fuga dei cervelli, essendo in grado di trasformare professionisti di talento – che restano o rientrano in Italia – in un capitale umano ed economico per il nostro Paese. Con GDA Search desideriamo sostenere la crescita di questo modello di intervento, portando il nostro contributo di investitore istituzionale paziente, con particolare attenzione agli effetti di lungo periodo, che siano in grado di coniugare rendimento economico e ricadute sociali.”, dichiara Michele Grimolizzi, Presidente di GDA Search e Director di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.

Altri dati dal Rapporto IESE 2026

La quota di search fund internazionali costituiti da più imprenditori (partnership) è leggermente diminuita, attestandosi al 37% del campione complessivo e al 31% per quelli avviati nel biennio 2024–2025.

Alla fine del 2025, 676 imprenditori avevano avviato un search fund. L’età degli imprenditori al momento della costituzione mostra una lieve tendenza all’aumento, con valori compresi tra 23 e 55 anni e un’età mediana di 34 anni, superiore di 5 anni rispetto a dieci anni prima.

In particolare, tra i nuovi imprenditori si registra una minore incidenza di titolari di un MBA (60% rispetto al 71% del campione complessivo) e di coloro che avviano un search fund entro un anno dal conseguimento del titolo (19% rispetto al 37%).

Tra tutti i titolari di MBA inclusi nello studio, il 39% ha conseguito il titolo presso business school statunitensi e quasi il 54% ha frequentato un corso dedicato all’entrepreneurship through acquisition (a partire dal 2021).

La quota di donne tra gli imprenditori rimane sostanzialmente invariata rispetto allo studio precedente, attestandosi al 7% per i search fund avviati dal 2022 e al 5% nel campione complessivo.

Uno degli elementi di attrattività del modello dei search fund è la varietà dei percorsi professionali degli imprenditori che hanno avuto successo, a conferma del fatto che il successo non dipende da uno specifico profilo professionale. Ciò conferma inoltre che, se correttamente implementato, il modello tradizionale dei search fund prepara gli imprenditori ad assumere con successo il ruolo di CEO.

La consulenza manageriale rimane il percorso professionale più diffuso tra gli imprenditori, seppure con un’incidenza in diminuzione (22%). Seguono le esperienze nel private equity (18%), nella gestione aziendale e direzione generale (14%) e nell’area operativa (9%), che hanno superato quelle nell’investment banking e nei servizi finanziari (8%).

Nel frattempo, la quota di imprenditori con precedenti esperienze imprenditoriali è raddoppiata, raggiungendo circa l’8%.

SCARICA IL RAPPORTO IESE 2026

[1] Il campione analizzato nello studio comprende search fund presenti in 48 Paesi distribuiti su cinque continenti. Dopo la costituzione del primo search fund internazionale nel Regno Unito nel 1992, il modello si è progressivamente diffuso in America Latina, Europa, Africa, Asia e Australia.